domenica 27 settembre 2009

Inseparabili



I MIEI STRAORDINARI ANGELI CANI

"Inseparabili" è la storia illustrata che ho dedicato alla memoria delle mie indimenticabili cagnoline Panna e Lulù, due adorabili batuffoli, bianchi come bioccoli di nuvola. Nel loro universo innocente, nella loro totale incapacità a concepire il male, era racchiuso i buono, il giusto, l'armonia del bene assoluto, la bellezza della natura, insegnamenti e valori che elevano lo spirito. Compagne discrete, mai invadenti, mai petulanti, nè arroganti, nulla, ma proprio nulla degli insopportabili vizi e difetti umani.
Anch'esse soggette al bruciare del tempo, che ha consumato i loro giorni, ma non il dono del loro amore, che ha schiuso la mente e il cuore alla comprensione e alla conoscenza di universi paralleli, che spesso ci sfiorano invisibili, nascosti in ciò che è diverso per forma e per specie. "Cos' altro c'è di meglio di un buon cane, che sa sempre capirti, perdonarti, che è sempre grato e sincero, che non conosce gli sbalzi d'umore e la meschinità delle persone umane?" Un cane ti chiede solo di essere te stesso, i tuoi cani , saranno unici e insostituibili, come tu lo sarai per loro per sempre..Ciao Panna, ciao Lulù, quante cose mi avete insegnato, anche queste immagini me le avete ispirate voi, insostituibili e indimenticabili amiche, non vi dimenticherò mai.

sabato 19 settembre 2009


illustrazione di Daniela Ballestra - all rights reserved -

L'illustratore può definirsi un lavoro?

Direi proprio di no, vista la scarsità d' opportunità di lavoro nel campo dell'editoria, un campo chiuso, dove l'illustrazione è solo un complemento a volte inutile, considerata a torto la "Cenerentola" delle arti.
I libri illustrati sono soprattutto rivolti all'infanzia: favole, racconti, manuali, ma anche in questo settore, girano sempre gli stessi nomi, gli stessi stili e stereotipi. Ecco, allora, che un giovane talentuoso, capace di usare con abile maestrìa colori e pennelli, sa di dover "prendere l'arte e metterla da parte" Sa di dover mettersi in fila, con altri mille talentuosi e creativi, in un campo dove la competizione è spietata e, come dice la canzone, solo "uno su mille ce la fa"
D'altra parte è la dura legge dei lavori artistici e chi fa certe scelte, soddisfa lo spirito, ma non riempie il portafoglio nemmeno a metà.
Basta visitare la "Fiera del libro per ragazzi di Bologna", per rendersi conto che ormai il mercato è saturo, gli editori non investono nei giovani (che nel frattempo sono diventati vecchi) e che alla fine è solo una questione di scelte di mercato, in cui non contano gli studi, lo stile, e la poesia con cui s'illustra, ma solo la commerciabilità di un prodotto editoriale; come dire: musica d'autore e musica pop non vendono allo stesso modo. E non tutti riescono ad adattare la propria mano allo stile commerciale. Sono gli editori che dettano le leggi del gusto e dovrebbero essere loro a cambiare nelle loro scelte, a riconoscere il giusto valore all'illustratore, a pagarlo decorosamente e non a percentuale sulle vendite.
A chi si accinge oggi a frequentare scuole e corsi d'illustrazione vorrei dire: fatelo, perchè se avete un talento dovete coltivarlo, riuscire a comunicare attraverso l'arte è un privilegio e un beneficio per la mente e lo spirito, ma non sperate di trasformare l'arte in un lavoro, o morirete di fame!

a buon intenditore