domenica 15 settembre 2013

pour toujours près de moi


"Pour toujour près des moi" 
per chi ha per sempre nel cuore un cagnolino bianco e ricciolino 
primi schizzi per il progetto libro Tandem Jeunesse su testo dell'autrice Nancy Guilbert
un testo toccante e pieno di poesia, per  tutti coloro che hanno nel cuore un indimenticabile amico con la coda che ha donato tanta gioia e serenità.

La storia narra dell'amore che lega  Anne al suo cagnolino Romeo, nei ricordi dei giorni trascorsi insieme, pieni di struggente nostalgia. Romeo, come tutti i cani, purtroppo avrà una vita più breve della sua amica umana e presto arriverà il giorno in cui dovrà dirle addio per sempre. Ma l'amore di un cane, la sua fedele amicizia, non vanno via per sempre. Così Anne ripensa a tutto i momenti passati insieme e sa che Romeo, seppur invisibile, sarà sempre al suo fianco come un piccolo angelo guardiano..




"Il m’a regardée en penchant sa tête sur le côté et je me suis arrêtée de hurler.
Il a posé sa patte sur mon genou comme pour dire :«Tout va bien, calme-toi. Ce n’est pas si grave, tu recommenceras ton dessin et il sera encore plus réussi »


quando si illustra un libro, si parte sempre da un testo scandito per immagini, occorre stabilire il formato, calcolare le doppie pagine e le singole, lasciare lo spazio per il testo e trovare la soluzione migliore per rendere il concetto espresso dal testo attraverso il disegno. E' importante cercare di dare un taglio originale all'immagine, provare e riprovare diverse situazioni, sviluppare la stessa immagine provando diverse angolazioni e prospettive. A volte si ha già in testa la cosa migliore, altre volte bisogna esplorare tutte le possibili alternative, prima di dire: ok questa è la cosa giusta!
Magari il giorno dopo vorreste rifare tutto, certo, ma deve arrivare il momento in cui abbassare le armi e accettare il proprio lavoro con un minimo di auto stima.

DALLO SCHIZZO ALLA TAVOLA ILLUSTRATA
 In questi giorni ho lavorato duramente per realizzare le prime due tavole per Tandem Jeunesse,  l'ansia di veder prendere forma un'idea è sempre incontrollabile, ed è il motore che agita l'animo di ogni illustratore. Ogni lavoro è una palestra, un esercizio di apprendimento e di affinamento, ogni storia è diversa e richiede soluzioni a sè.
Ma c'è anche la vista che si abbassa e converge con  effetti da cecità imminente, la schiena che duole che ci riporta alla cruda realtà e il bisogno di rivedere la luce del sole ed affilare le unghie per affrontare la giungla del mondo.
Illustrando questa storia ho sentito la presenza costante dei miei due piccoli angeli bianchi: Panna e Lulù che hanno ispirato questa storia.  Nancy Guilbert, autrice del testo, ha saputo interpretare e scrivere i miei sentimenti , traducendoli in una storia dolce e amara che piacerà a  grandi e piccini.
Mi auguro che questa tenera e struggente storia, a cui sono particolarmente legata, possa trovare presto un editore ed arrivare nelle librerie di tutto il mondo. Sognare in fondo non costa nulla. Basta crederci un po' perchè  il miglior modo per raggiungere l'impossibile è credere che sia possibile! E la fortuna arriva quando meno te l'aspetti.

mercoledì 4 settembre 2013


In tinta....a Villa Ciani (Lugano)

Vacanza a Lugano per l'estate 2013, nella Svizzera che più italiana di così si muore, non solo per la lingua italiana, ma anche per quello che caratterizza oggi l'Italia: fracasso nei locali, concerti a tutta musica nella piazza del centro e sul lungo lago, insomma, dalla padella alla brace, per chi fugge come me, da casinopoli (San Benedetto del Tronto) 
Altro che Svizzera, qui è tutto super italiano, a parte la moneta ( il franco svizzero)  la pulizia impeccabile delle strade, il decoro urbano, la natura rigogliosa, fiori e giardini curatissimi e paesaggi ben conservati (a parte gli osceni palazzi stile Montecarlo ai piedi dei monti  che si specchiano nel lago)
Vabbè, per immergersi nell'autentico mito svizzero bisogna andare nella Svizzera tedesca. D'altra parte si sa, i tedeschi son tedeschi.
Lugano è molto mediterranea anche per il clima mite e l'estate torrida! Se non fosse per la grande fuga dall'incubo allucinante delle miserie estive nostrane, (dalle Notti bianche alla sagra del pesce spada) il periodo migliore per una rigenerante vacanza sarebbe quello della bassa stagione: primavera, autunno, primi mesi dell'estate (giugno), non solo per i costi degli hotel e per il minore affollamento di fauna umana, ma anche per il clima. Camminare per chilometri con lo zaino in spalla, con 40 gradi, non è proprio il massimo! Prendere i treni con l'aria condizionata rotta o malfunzionante, nemmeno!

  bella veduta di Lugano dalla funicolare per il monte Brè

Con il franco svizzero, l'euro piange. In Svizzera tutto è molto caro,  meglio lasciar perdere acquisti extra, al di fuori del cibo, essenziale per la sopravvivenza. D'altra parte che la Svizzera sia la mèta dei nababbi si sapeva, anche trovare un hotel decoroso ad un prezzo medio è una impresa da colpo di fortuna. Ma se ci si sa destreggiare bene nei portali web, tipo tripadvisor, o booking, si riesce a trovare qualcosa di buono, alla portata del turista medio.
Una cosa è certa, in Svizzera non incontrerete mai comitive di studenti o giovani con il sacco a pelo, nè il turista nazional popolare che affolla le località della costa adriatica. Se non fate parte della categoria uomini d'affari, ma siete in viaggio di piacere e conoscenza, imparerete nell'arco di poche ore ad essere il miglior ragioniere di voi stessi. Almeno per arrivare a fine viaggio, con il massimo risparmio. E se il ragioniere che è in voi vi ordinerà di   saltare una cena, pazienza, ne guadagnerà la linea.
Quando ci si reca in Svizzera, è  facile essere oggetto di controlli imprevisti sui treni da parte della polizia italiana, che senza tanti complimenti, vi chiederà di aprire la borsa.  Scoprirete così di avere una insospettabile faccia da esportatore di valuta o chissà che altro. La polizia fa controlli a macchia di leopardo; potreste essere l'unica prescelta di un intero vagone a dover aprire la borsa. Così, per il resto del viaggio rimarrete a rimuginare sul perchè siete stata l'unica controllata; domande destinate a rimanere senza risposta. Ma se uno vuole portarsi in Italia della valuta  è così cretino da metterla nella borsa, anzichè nella valigia o nella bambola della figlia o nello zaino della nonna o in qualche tasca dei pantaloni? Ho l'impresione che certi controlli alla sergente Ryan vengano fatti più per scena che altro.

quartiere Maghetti (Lugano)
tomba di Herman Hesse (Montagnola - Gentilino)

Sulle colline che circondano Lugano, ci sono incantevoli paesini immersi tra i boschi di castagni,  tra questi, Montagnola deve la sua fama per essere stato il luogo prescelto da Hermann Hesse, il grande scrittore tedesco, che giunse qui  in cerca della necessaria tranquillità per vivere, meditare , scrivere e disegnare.
Un museo è sorto a Montagnola nella torre Camussi, adiacente la casa in cui Herman Hesse visse alcuni anni prima di trasferirsi nella Casa Rossa. Il paese è caratterizzato da una quiete incantevole dove il tempo sembra sospeso; un piccolo eden immerso nella natura, dentro il quale la presenza dello scrittore è tangibile in ogni angolo, lungo l'itinerario che si snoda tra stradine di campagna, dolci declivi e scorci incantati, fino alla frazione di Gentilino caratterizzata dall'abbazia di Sant'Abbondio e dal piccolo cimitero dove riposano Hermann Hesse  e sua moglie Ninon.
La tomba spoglia, disadorna non rende giustizia alla memoria di un intellettuale che da sempre incarna il mito di intere generazioni, colui che ha sapientemente descritto nelle sue opere ( Siddharta, Il lupo della steppa, Demian,.....) l'eterno conflitto dell'uomo moderno in cerca della sua identità, diviso tra spirito e materia.

macchina da scrivere di Hermann Hesse
 museo Hermann Hesse Montagnola (Lugano)

Gentilino - Abbazia di Sant'Abbondio

veduta del lago di Lugano dal Monte S.Salvatore