domenica 28 ottobre 2018

ARTIGLIO GUFONI DI VERDE QUIETE

Artiglio Gufoni  di Verde Quiete

Pagina del calendario di Verde Quiete 2019 probabilmente per i mesi di Gennaio e Febbraio.
This is a page of "Green Quiet World" calendar 2019
I'm happy today to have created another picture of Quiet Green tales!!! My heart is full of joy because I love so much my coloured little friends they give me great satisfaction and they exist really not only in my fantasy! They are the best company and they give me a good companionship! When I draw the time passes fast and I think I spent it well!



domenica 21 ottobre 2018

Autunno nel giardino di Verde quiete

Ho progettato il mio giardino personalmente e posso dire con orgoglio di aver cresciuto le mie piante con fatica e dedizione nell'arco di quattro anni. E' una grande soddisfazione veder crescere una nuova pianta che diverrà con il tempo forte e rigogliosa, e con esperienza e dura fatica ho imparato ad osservare la lezione di madre natura. Intanto, con il giardinaggio non si coltivano solo piante e fiori, ma anche delle virtù come la pazienza, la speranza e l'empatia e naturalmente l'amore.Insomma anche le piante provano emozioni, è scientificamente provato, e noi stessi nel rapportarci con loro riusciamo a percepire il benefico scambio energetico che rasserena il nostro animo poiché a contatto con il verde produciamo gli ormoni del benessere.Insomma dedicarsi al giardinaggio fa bene allo spirito e spesso è la migliore terapia contro lo stress della vita, tanto per comprovare il concetto che animali e piante ci fanno bene e ci liberano dallo stress spesso causato dai nostri simili umani.
il giardino agli inizi nel  giugno 2014 
 la lavanda dopo un anno - 2015
Questo è il sentiero della lavanda nel mese di maggio 2015. Lungo il camminamento ho messo un telo per pacciamatura per evitare la crescita di erbe infestanti, ricoperto, poi, con le scorzette di corteccia lignea che si comprano in sacconi anche presso i Brico, a prezzi più che modici. Per fare un sentiero di 10 metri ce ne vogliono almeno tre-quattro.
Le piante di lavanda  sono state piantumate quando erano molto piccole ai lati del piccolo sentiero, ma sono cresciute in fretta, più o meno nell'arco di in un anno si ha già una prima rigogliosa e suggestiva fioritura che si mostra in tutto il suo splendore tra fine giugno e primi di luglio.

A luglio la lavanda invade il giardino ed è quasi impossibile camminare in mezzo al vialetto, finché le belle spighe violette saranno  tagliate e sgranate per fare dei sacchettini profumati.
La lavanda è una pianta molto rustica e sopporta bene il caldo estivo anche se purtroppo le recenti estati tropicali sono riuscite a seccare perfino questa pianta graziosa e forte. Così, quest'anno ho dovuto sostituire molte piante, che erano ormai ridotte a un groviglio di rami stecchiti, a conferma che le condizioni climatiche avverse possono essere nefaste anche per la specie vegetale più tenace. La lavanda ha un altro grande pregio oltre alla scenografica bellezza e ai suoi mille usi in campo cosmetico e alimentare: si riproduce per talea. Questo significa che possiamo avere nuove piante da rimettere a dimora semplicemente staccando un rametto ligneo verso fine estate dalla pianta madre, per posizionarlo in un nuovo vasetto con un po' di terriccio, ricordandosi di annaffiarlo di tanto in tanto. Il nostro impegno sarà ripagato quando vedremo crescere i rametti verso l'alto pronti per diventare un nuovo cespuglio.
Un'altra bella pianta che ho nel giardino è l'Aloe Vera il cui succo è conosciuto per le sue benefiche proprietà cosmetiche e alimentari. E' una pianta che predilige i climi secchi e caldi e quindi d'inverno deve essere posta al riparo.
 le mie Aloe vere riprodotte per talea
Ogni pianta di Aloe raggiunta una certa dimensione, emette dei giovani getti vicino alla base, a volte è difficile scorgerli perché sono coperti dalle foglie carnose della pianta madre. 

Scostando un po' le foglie  è facile trovarli e quindi estrarli delicatamente, facendo attenzione a non spezzare le radici ancora giovani e fragili. Una volta staccati dalla pianta madre si devono piantumare in un vasetto di plastica riempito di terriccio e quindi annaffiarli un giorno sì e uno no, ricordandosi ai primi rigidi freddi invernali di costruire un riparo dove spostare le nostre Aloe; per questo è sconsigliato piantarle direttamente a terra nel giardino.


Occorre tenere sempre bagnata la terra per dar modo alle radici di attecchire, ci vorrà comunque qualche mese per vedere  la piccola talea crescere. Quando la piantina avrà raggiunto una certa grandezza occorrerà rinvasarla in un vaso di diametro più grande. Per avere una pianta di media grandezza, però, dovremo aspettare almeno un paio di anni. La natura vuole il suo tempo!

LA FOTINIA IN AUTUNNO 

altra bella pianta nel mio giardino è la Fotinia le cui foglie si vestono dei tipici colori autunnali accendendosi come piccoli fuochi luminosi.
La fotinia è usata per creare siepi lungo le recinzioni, richiede una saltuaria potatura  per regolarizzare la sua folta chioma. Ha una crescita piuttosto lenta, per fare una siepe occorrono diversi anni, soprattutto se le piante sono state piantumate a dimensioni piuttosto piccole. Riguardo ai concimi per far crescere sane e forti le nostre piante consiglio sempre prodotti naturali come concimi biologici o utilizzare dello stallatico che si può comprare pronto per l'uso nei garden center.

Le talee autunnali: ortensie, salvia, lavanda, melograno...
in autunno si possono preparare molti vasetti con talee di ortensia, lavanda, melograno, salvia e rosmarino che diverranno le nostre nuove piante a costo zero. Fare una talea è semplicissimo, basta tagliare un rametto lungo tra gli otto e i dieci centimetri dalla pianta madre scegliendolo tra quelli più legnosi e con almeno tre paia di gemme. Quando s'interra la talea occorre fare attenzione a liberare la sua base dalle foglie che devono essere presenti solo all'apice. Fate attenzione a non interrare le gemme se presenti.

LA DATURA


Le piante sono strane, basta poco per vederle crescere rigogliose, all'improvviso, dopo anni in cui non hanno dato segni di vita. Per questo, consiglio di non buttare mai una pianta secca o priva di ripresa vegetativa! Questa Datura, per esempio, fino allo scorso anno era un ramo secco ingiallito senza alcun segno di vegetazione, nemmeno sopita.
Stavo per buttarla, e l'avevo quasi dimenticata, quando all'improvviso sono spuntate le prime foglioline su cui non avrei scommesso un soldo. Invece ecco che verso luglio le vedo ingrandirsi sempre più, come per miracolo. Insomma, questa pianta caparbia mi ha insegnato il valore della resilienza, e saprà stupirmi ancora, visto che i boccioli delle sue campanule aranciate sono già pronti per schiudersi. Ai primi freddi dovrò metterla al riparo essendo tra le piante del mio giardino tra le più fragili e riottose nei giorni invernali.Per difendere le mie piante dai parassiti uso solo macerato d'aglio ottenuto facendo macerare una manciata d'aglio in acqua, dentro un contenitore chiuso, per esempio una latta di plastica. Dopo circa 5-6 gg lo filtro con un passino in uno spruzzatore dove lo tengo pronto all'uso. Per l'efficacia del trattamento è bene irrorare le nostre piante con il macerato d'aglio ogni due, tre giorni, soprattutto se nel frattempo è piovuto. Per combattere la cocciniglia consiglio di mischiare al macerato di aglio anche dell'Oliocin un preparato usato anche in agricoltura biologica che farà aderire meglio il nostro composto alla superficie della foglia debellando i parassiti.







  




domenica 7 ottobre 2018

OGGI ZUCCHE


E' arrivato l'autunno a Verde quiete, campi e valli bruciati dall'impietoso e pavido  fuoco d'autunno si accendono di fuoco. Mafalda Coniglietti mostra la sua prima zucca,  ne farà zuppe prelibate e stufati da leccarsi i baffi.
Vanitosa com'è, mi ha subito chiesto un ritratto e con molto piacere l'ho accontentata.
Una zucca costa poco e ci si può sfamare per giorni, i parsimoniosi abitanti di Verde quiete lo sanno bene e fanno scorte per l'invernata.
Ecco dunque qualche ottima ricetta con la zucca scelta nel web da Mafalda Coniglietti, in attesa di conoscere le nuove avventure di Verde quiete.

https://ricette.giallozafferano.it/Lasagne-con-la-zucca.html
https://ricette.giallozafferano.it/Pasta-zucca-e-funghi.html
https://ricette.giallozafferano.it/Polpette-di-zucca.html






mercoledì 12 settembre 2018

I RACCONTI DI VERDE QUIETE - tra boschi e sentieri



 A volte basta un pennello per scacciare la tristezza, un pennello magico pieno di colori e storie. E' così che un giorno ho pensato che il mio piccolo mondo disegnato poteva diventare un libro, non per farne un bestseller, ma per ricordare l'importanza delle piccole e semplici cose che la natura sa regalarci con la sua magia, la sua poesia e la sua quiete  benefica e salvifica. Cos'è che ci rende ciechi a tanta grazia? 

ci siete tutti: fiori, siepi, leprotti, scoiattoli, campi e valli,....


Il tempo che passa  ci ruba i sogni? il mondo è  sempre più corrotto e degradato? i lavori che non ci piacciono ci rendono schiavi rendendo la nostra anima un arido deserto? Dobbiamo salvarci dai mediocri che occupano le stanze del potere per schiacciare i più deboli, dalla tecnologia e dai robot umani che ci circondano, dalla maleducazione e dalla volgarità del nostro tempo e del nostro prossimo arrogante, dalle frustrazioni e dai limiti del nostro corpo e chi più ne ha più ne metta... Allora perché non disegnarsi un mondo ideale, rilassante,consolatorio, dove tutto può accadere, anche di vedere la luna cadere dal cielo o una scoiattolina che scrive le sue storie su fogli di foglia o animali che parlano in casette nascoste nel tronco di un albero. E' il mondo puro e invisibile che crescendo abbiamo dimenticato, perdendo la capacità di sognare a occhi aperti. Ritrovare i nostri occhi magici non può che aiutarci a sopportare la fatica della vita adulta, ricordandoci il bambino che è ancora in noi, pronto a tenderci la mano per trarci in salvo...
Questo è anche  il senso della bella recensione di Fiorella Ferrari in "Fior di Libri"
https://fiordilibri.wordpress.com/2017/04/10/daniela-ballestra-i-racconti-di-verde-quiete/

sabato 7 luglio 2018

IL CONTRATTO EDITORIALE


Il contratto editoriale è uno strumento fondamentale per chiunque voglia pubblicare le proprie opere, riconoscendo un minimo di dignità al proprio lavoro creativo. 
Premesso che:
- gli autori e o illustratori sono lavoratori e non hobbisti, ergo il loro lavoro deve essere riconosciuto come sussistenza per vivere e non come passatempo;
- che il lavoro dell'illustratore richiede impegno, studio e fatica come un qualsiasi altro lavoro intellettuale ed è anche  caratterizzato dal plusvalore  del talento creativo (ahimè purtroppo sotto stimato in termini economici) ,
 -che esistono percorsi di studio che formano gli illustratori in quanto prestatori d'opera intellettuale;
 - che la maggior parte dei piccoli e medi editori continuano a non voler pagare gli autori e illustratori se non promettendo delle percentuali(royalties) sul prezzo di copertina;
...mi permetto di dare qualche utile consiglio ai sognatori che sperano di lavorare in un settore così sbilanciato e poco remunerativo come quello editoriale.
Il problema di fondo è che l'editore "a norma di legge" è un "imprenditore" e pertanto, deve rischiare e investire su un prodotto che reputa valido, seppur nella consapevolezza di operare in un mercato ostico come quello editoriale. 
In pratica, se hai scelto di fare l'editore devi mettere in conto perdite e guadagni, ma non chiedere agli autori/illustratori di partecipare al tuo rischio d'impresa! Essi sono lavoratori esterni, non soci della tua impresa.
Eppure i contratti dei piccoli e medi editori sono sempre gli stessi: i pagamenti  sono a percentuale sulle vendite e se il libro costa al pubblico euro 7 non incassi più di 0,70  centesimi lordi a copia, bene che va. A questo punto l'autore/illustratore non può che fare due conti elementari: "quante copie dovrei vendere per incassare almeno euro 70 lordi?"  All'incirca 100 copie. Si, ma quando vendo 100 copie?
Purtroppo la maggior parte delle piccole, medie case editrici non danno anticipi sulle royalties proprio perché non hanno la certezza di stampare o vendere un minimo quantitativo di copie. A questo  punto non fatevi allettare da promesse di fama, presentazioni del libro, distribuzione planetaria, recensioni altisonanti, purtroppo non sempre le promesse vengono mantenute e rischierete di trovarvi a promuovervi e vendervi il libro da soli dopo aver acquistato dall'editore un numero di copie scontate al 30%-40% su cui l'editore farà il suo guadagno. Ci sono editori che propongono un contratto senza obbligo di acquisto di copie per far vedere che loro non sono editori a pagamento, sicuri che  alla fine qualunque autore acquisterà, volente o nolente, il suo numero di copie da regalare o da portare in contro vendita alla libreria del paese. Gli editori lo sanno, è così...e alla fine, trovano sempre un autore disposto ad accettare passivamente condizioni indegne pur di pubblicare. Un consiglio che voglio dare agli autori e illustratori è quello di  proporre cambiamenti e condizioni bilaterali nei contratti editoriali. Solitamente gli editori sottopongono all'autore un contratto standard, invitandolo a firmare senza nemmeno proporre una discussione. Forse sono abituati ad utenti passivi che non fanno obiezioni, per questo le cose non migliorano mai. E' anche un problema di autostima, se io accetto una condizione per me svantaggiosa, in barba a leggi e regolamenti, calpesto un mio diritto per favorire colui che  sfrutterà il mio lavoro per averne un profitto.
Ora non mi si venga a dire che sono troppo pignola e pretenziosa, questo è il "refrain" di tutti coloro che vogliono far passare le persone sapienti come delle rompiscatole.
Per quanto mi riguarda non ho mai accettato di lavorare senza un contratto che mi riconoscesse un minimo anticipo sulle royalties o un compenso di lavoro. Non voglio vivere con l'angoscia di non essere pagata. Rifiutare contratti  inaccettabili è necessario per la nostra salute e autostima. Se una cosa non mi conviene non la faccio, piuttosto mi autopubblico, almeno potrò gestirmi in autonomia grazie alle piattaforme online e ai report automatici che visualizzano le vendite in tempo reale, posso usufruire delle vendite negli store online e nelle librerie su ordinazione, posso decidere il prezzo di copertina e il formato del mio libro. Inoltre, alcuni self publishing sono presenti anche alle fiere del settore librario.
Insomma, se le piccole e medie editrici non danno agli autori una convenienza in più a livello economico (magari con minimi anticipi sulle royalties) per differenziarsi da un self publishing, tanto vale optare per quest'ultimo, almeno non ci sentiremo presi in giro. E non è poco direi, perché io mi voglio bene.

 MODELLO DI CONTRATTO EDITORIALE 
https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/36208-contratto-editoriale-standard-fac-simile/

Di seguito la mia risposta di rifiuto a "La Ruota" edizioni di Roma in merito ad una loro proposta di pubblicazione editoriale per il mio secondo libro di "Verde quiete" a condizione di cambiare il formato originale (15x23) riducendolo a 15x15 cm (ovvero quadrato anziché rettangolare) e lasciando a discrezione dell'editore il prezzo di copertina e le modifiche dell'opera, pagando con royalties del 10% l'autore e non dichiarando nel contratto il numero di copie da stampare. Insomma, abbastanza elementi per dire "no".


Spett. "La Ruota edizioni"  ho visto le vostre rettifiche alla mia precedente mail sul contratto da me  proposto e vi dico subito che per me si chiude qui.  Ci tengo però a spiegare le mie sacrosante motivazioni che sono quelle che da anni, noi autori e illustratori cerchiamo di far capire agli editori italiani nella speranza che qualcosa cambi nella  considerazione del nostro lavoro (perché tale è)  mal pagato o per nulla pagato. Dal mio canto ho sempre lavorato con editori esteri  perché almeno il lavoro lo pagano. Il rischio d'impresa dell'editore  non se lo può accollare anche l'illustratore/ autore, che è un lavoratore esterno, tanto più che non mi viene dato di sapere  quante copie verranno stampate del mio libro e quindi non posso fare neanche un  bilancio di previsione sui possibili guadagni derivanti dalla vendita . La percentuale del 10% lorda a titolo di pagamento è irrisoria e inaccettabile  senza un anticipo che garantisca all'autore un minimo decoroso  guadagno nel rispetto del proprio lavoro. Fatti due conti, essendo la  percentuale di guadagno su ogni copia del 10% lordo al netto della  ritenuta da conto (-20% sul 75% della somma spettante), ciò che rimane  è ben poca cosa, meno di un' elemosina (visto che non credo di poter  vendere 20.000 copie).Tali condizioni in tutta franchezza, non rendono onore nemmeno  all'editore che le propone.  Da tempo le associazioni degli illustratori si battono per i nostri  diritti, affinché il nostro lavoro sia riconosciuto come quello di un prestatore d'opera intellettuale. Chiedere un anticipo di royalties  sui diritti d'autore per riconoscere dignità e diritto al nostro  lavoro è già una mediazione minima che dovrebbe essere consuetudine visto che non facciamo libri per hobby. Se dobbiamo essere degli hobbisti, a questo punto, non vedo alcuna differenza tra un self publishing e un piccolo editore, anzi,  visti i contratti proposti, una differenza c'è, a favore del selfpublishing (guadagno netto del 20% - 30%) e gestione dell'opera in piena autonomia con rendicontazioni in tempo reale sulle vendite. Un ultima cosa ci tengo a precisare:  il formato dell'opera come avrete visto dal pdf del mio progetto libro è di 15x21cm per cui anche su questo punto ritengo che non ci possa essere alcun adattamento ad un formato minore senza una penalizzazione della qualità  finale.








  

domenica 1 luglio 2018

Sulle ali della libertà

dedicato a tutti gli animali fatti schiavi dall'uomo perché possano riconquistare la libertà....

tratto dal libro "Si fa presto a dire cane " 


“Non chiamatemi canarino, fringuello, pettirosso, cardellino, chiamatemi con il mio nome: “Piuma”, uccellino dal piumaggio variegato e colorato, nato per volare, non per stare in gabbia a morir di rabbia.
A che servivano le mie ali, se me ne stavo tutto il tempo a zampettare sul trespolo nella noia dei giorni tutti uguali, nel mio orizzonte limitato dalle sbarre di una gabbia. Quale colpa avevo commesso? Dicevano che “fuori” non avrei potuto sopravvivere, ma era in quella gabbia, in verità, che stavo morendo.
Il mondo per me non era aria, profumo di fiori, luce e brezza di vento fresco, era il buio, quando la mia gabbia veniva spostata dentro una stanza chiusa; era la puzza dell’arrosto nella casa dei miei carcerieri; era la confusione della città caotica; era il gatto che mi guardava allungando gli artigli; era il troppo sole d’estate e il freddo d’inverno; era il sadismo di chi mi teneva prigioniero per guardarmi, mentre cantavo di rabbia.
L’orizzonte là dentro era largo una spanna ed era fatto di case e cemento.
Un giorno, il mio carceriere umano prese la gabbia e la portò sul davanzale della finestra.
Un raggio di sole illuminò le mie piume asfittiche; non ero abituato a quella luce che mi stava accecando.
E poi, in una gabbia non è come star nel bosco dove si  può tro­vare un po’ d’ombra, preparare il nido e respirare il profumo di un fiore. I miei simili li vedevo volare nel cielo, scambiarsi garruli richiami, planare su nuvole soffici.
A volte li chiamavo: “cip, cip, cipì...”, ma loro nemmeno mi sentivano. Un giorno, però, un piccolo passero si fermò vicino alla mia gabbia a raccattare un semino di miglio caduto dalla mangiatoia. Mi guardò impavido.
“Cip, cipì, cip”…(come vorrei essere libero come te...), gli dissi cinguettando. Il saggio passero mi rispose: “La vita sta oltre un cancello che molti non possono aprire, ma il cancello non è come un muro, ci si passa attraverso...”
Ascoltai quelle parole che arrivarono dritte al mio cuore.
“Liberami piccolo passero!”, implorai, “apri questa gabbia e insegnami a volare.”
Il passero fece un balzo verso la gabbia e rimase appeso alle sbarre con le zampette, ma il suo giovane becco non riuscì a for­zare l’apertura.  
“Aspetta”, disse, “ora chiamo rinforzi.” Tornò dopo un attimo, seguito da una decina di giovani alati.
Tutte quelle ali impazzite si affannarono intorno alla mia gabbia cercando di aprirla.
Alla fine, dai e dai, la piccola apertura ferrata si aprì, ma avevo paura a passarci. Cosa c’era là fuori?
Le mie ali mi avrebbero sollevato in alto e non sapevo volare.
“Vola, vola...”,  incitarono gli amici piumati.
“Ma come si fa?”, dissi disperato,“io so solo zampettare”
Comunque, non potevo più aspettare, sarebbe tornato il padrone e mi avrebbe richiuso per sempre. Così, chiusi gli occhi e contai fino a tre, poi mi tuffai a peso mor­to fuori dalla piccola fessura aperta. Caddi, ruzzolando al di là della finestra sul cespuglio di una pian­ta.
Ero libero finalmente!
Il passero fu mio maestro, mi accolse nel suo nido, m’insegnò il volo nel bosco e la caccia agli insetti, ma anche a difendermi dai pericoli.
Ogni scoperta era esaltante, il mio animo era rinato.
Guardare il mondo da lassù, sentirsi liberi come il vento, lontano da quegli stupidi umani che avevano avvelenato l’aria e l’acqua, distrutto ogni cosa bella, imprigionato le creature libere.
Era solo di loro che dovevo aver paura, adesso.

riproduzione vietata senza il consenso dell'autrice- all rights reserved - "Si fa presto a dire cane" Daniela Ballestra

domenica 10 giugno 2018

La stagione della lavanda ....


A giugno esplode la fioritura della lavanda a Verde quiete, il delicato fiore violetto allunga le sue spighe verso il cielo e si offre con tutto il suo delizioso profumo al pasteggio di api e farfalle. Lungo i sentieri, nei giardini, nelle aie la lavanda accoglie la bella stagione estiva e ne annuncia il suo arrivo. Il violetto delicato e le spighe  argentee che brillano nel sole conferiscono al paesaggio un sapore vagamente romantico da cartolina dell'ottocento.
La pianta della lavanda non cresce mai ordinata ma piuttosto sparpagliata, si allunga in modo quasi infestante protendendo le sue spighe fin sopra i camminamenti dei giardini e dei sentieri , invadendoli e quasi nascondendoli alla vista.
I fiori sono utilizzati per fare dolci, oli essenziali, coroncine profumate, fusi e  sacchettini. Sopra i cespugli di lavanda, farfalle e api si contendono il dolce nettare danzando leggere di fiore in fiore. Il giardino è una risorsa di biodiversità ma anche di spiritualità perché nella contemplazione della natura ci ricolleghiamo alla nostra vera essenza senza le catene del mondo umano.
nascosto nel rosaio di Verde quiete c'è  Pit degli orticelli