sabato 15 luglio 2017

Tulì la piccola volpe burlona


Tulì la piccola volpe ladruncola 
Incontro molto ravvicinato con un cucciolo temerario

Dopo lo scoiattolo, le farfalle, la lepre, il barbagianni, la civetta e tanti altri, ecco un giorno fare ingresso nella mia vita un animale che non avevo mai avuto il piacere di vedere prima da vicino: la volpe. Questo animale furbo e purtroppo malvisto nelle campagne, altro non poteva fare, per farsi notare, che rubarmi una scarpa. Si può ben immaginare che non sia per nulla piacevole ritrovarsi una scarpa destra priva della sinistra Comunque, dopo aver inveito verso la fitta boscaglia dove immaginavo il ladruncolo con la refurtiva,  nulla potendo per ritrovare la mia scarpa, se non invocare le divine Parche che abitano nei tronchi degli alberi, metto in conto con rammarico di dover ricomprare le scarpe. Ma dopo qualche giorno la scarpa viene rinvenuta abbandonata ai piedi di Nonna Quercia. Che fortuna! Così, mi riappacifico con le volpi e ne tesso le lodi: animali dall'animo nobile, mica come certi ladruncoli umani che non restituiscono la refurtiva. 
Sembrava che la storia fosse finita lì, d'altra parte, bastava non lasciare più le scarpe fuori dalla porta, almeno di notte. Ma non avevo calcolato la furbizia temeraria della volpe. Un giorno torno a casa alle 21 circa, come sempre mi tolgo le scarpe e faccio il cambio con le ciabatte, poi mi ricordo di dover innaffiare le piante in giardino e prendo le polacchine di gomma, dunque lascio un attimo le ciabatte nel patio per riprenderle più tardi. Calzo le polacchine, giro l'angolo e inizio il mio lavoro; dopo un po' sento un fruscio provenire da un cespuglio proprio dietro di me. Continuo il mio lavoro noncurante, poi torno nel patio e faccio per rimettermi le ciabatte, ma ahimé..ne manca una! Il ladruncolo con la coda ha colpito ancora, in pieno giorno e in mia presenza; ormai non ha paura di niente. Eccolo lì, infatti, lo vedo, proprio davanti a me, mi guarda fisso, come a sfidarmi. Lo rimprovero severamente, penso che si sono superati i limiti della sfrontatezza. "Questi scherzi non mi piacciono per niente, dove hai messo la mia ciabatta?- gli dico con tono seccato. Ma il piccoletto non si scuote di un passo, anzi, smuove con un morsetto il tubo di gomma del giardino che ho lasciato a terra, come a sfidarmi.  Il tipetto burlone mi sta deridendo,  ed ha negli occhi la luce della vittoria. Mi metto a cercare in ogni angolo del giardino la mia ciabatta, ma non ne vedo traccia. L'indomani mi propongo di continuare, visto che è ormai sera. Nel frattempo, Tulì, questo è il nome che ho dato al ladruncolo, mi gira intorno, ma se provo ad avvicinarlo, scappa. Ad un certo punto lo vedo allontanarsi, oltrepassare la recinzione e sdraiarsi sull'erba; si mette a fissarmi. Faccio un ultimo tentativo diplomatico:"Ti diverti eh? domani mattina ti prego di riportarmi la mia ciabatta, per favore". Sinceramente, mi sembra del tutto inutile parlare con una volpe, eppure come nelle favole, qualcosa di eccezionale accade: la mattina dopo, aprendo la finestra che dà nel giardino, vedo qualcosa di strano ai piedi dei due alberi di ciliegio. E' la mia ciabatta! Esulto per il miracolo, e mi precipito fuori a recuperarla. E non sono contenta solo per la ciabatta ritrovata, ma per la speranza che le cose impossibili possano accadere, a volte, e questo può fare la differenza. Sono convinta che gli animali siano anime misteriose che ci vengono incontro, sul nostro cammino per farci capire qualcosa, sta a noi cogliere questi significati. E nel silenzio della natura possiamo tendere l'orecchio, cercando il loro muto linguaggio, scopriremo così che non siamo mai soli.  

Ed ecco un simpatico video dedicato alle mie amiche 





martedì 4 luglio 2017

Il giardino naturale

Come curare il vostro orto e  giardino senza ricorrere a trattamenti chimici....

Quelli che si vedono in questa foto sono i girasoli che hanno impreziosito i campi intorno alla mia casetta, un'estate fa. Come si può non rimanere incantati da tanta bellezza? E' davvero una fortuna poter godere di questi quadri naturali. D'altra parte, "tutta l'arte è solo imitazione della natura", come ebbe a dire Seneca.Grazie agli agricoltori, che ancora coltivano e curano la terra, possiamo godere di queste meraviglie. Modestamente, ho iniziato a dedicarmi a qualche coltivazione, sperimentando soprattutto nel mio giardino. Si tratta di attività che richiedono tempo e fatica, ma se si fanno con passione, sanno darci molte soddisfazioni. Così pian piano ci si può costruire il proprio angolo di Paradiso, lontano dal mondo chiassoso e corrotto della specie umana.
Per avere piante rigogliose bisogna avere molta pazienza. S'impara ad aspettare perché qui la vita ha un altro ritmo; vedere cambiare il giardino, man mano che le piante sviluppano in altezza e larghezza è una grande emozione.

In luogo di un vecchio ricovero per animali da corte, ho ricavato un piccolo cottage a risparmio energetico immerso nel verde, dotato di pannelli solari, molto grazioso, essenziale e raccolto, fornito di tutto il necessario. Ideale per una nuova vita "green" senza sprechi. Fatta la casa ho dovuto risolvere gli spazi esterni, iniziando a progettare il giardino, dove da anni regnavano incontrastate solo erbacce.
Ho iniziato piantando qualche albero da frutto: un albicocco, quattro ciliegi, un prugno, un melo, alcune piante di melograno, un nocciolo, tre alberi di fichi, un mandorlo, un corbezzolo, un arancio, il limone già c'era. Ho poi, piantato degli alberi ornamentali lungo la recinzione due lauri piccoletti, diversi oleandri, le fotinie, due pini pinea, un lauro ceraso, gelsomini rampicanti, biancospini e quercette, un leccio, lavanda a volontà, lantana, rose, agapantus, iperico e poi una sfilza di aromatiche.
Così pian piano il giardino ha iniziato a prender forma ed ogni pianta, fiore e frutto mi ha insegnato molte cose, perchè in ogni cosa della natura ci sono significati profondi, e a dirla con Herman Hesse, "la natura ci parla".
Giardino dall'alto a marzo quando ancora non è esplosa la vegetazione di aprile e maggio.
naturalmente non potevano  mancare il casottino in legno da giardino e l'amaca fantozziana

tutte le mie piante sono curate esclusivamente con macerato d'aglio, quando sono attaccate dai parassiti, e concimate con stallatico acquistato in sacchi da 45 litri
A Nonna Quercia sono bastati trecento anni di vita per diventare il gigante  verde della valle. Gli alberi sono apparentemente immobili ma vivono e parlano un linguaggio conosciuto solo agli animali, ai fiori e alle piante, mentre la loro energia si espande nell'aria. Basta mettersi sotto la loro frondosa chioma per sentirsi un granello di polvere nell'universo. Le acacie africane riescono a comunicare alle loro simili, fino ad una distanza di 100 metri, l'arrivo di un animale ghiotto delle loro foglie. Cosicché per difendersi possano produrre l'etilene che le renderà immangiabili . Abbiamo dimenticato il mondo della natura, chiusi nelle città asfittiche e inquinate, perdendo la capacità di stupirci e di apprezzare la bellezza per preservarla, amarla e custodirla.



sabato 1 luglio 2017

Ladruncoli con la coda

Qualche giorno fa ho subito un furto  piuttosto insolito: una scarpa sinistra da "walking", anatomica e con suola interna in foam, marca "Lotto", lasciata con la sua destra sotto una sedia, nel patio esterno della casa.
Escludendo un ladro umano, che certo non si sarebbe accontentato di una semplice scarpa, e per di più spagliata, ho subito sospettato un furto perpetrato nella notte da un animale selvatico. "Hei! animal, per favore riportami la mia scarpa..." - ho gridato in direzione della boscaglia. Sì, ma quale animale? un tasso, una faina, un'istrice, un cane, finanche un capriolo...tra valli, boschi e radure ce ne sono tanti, nascosti nelle tane; dormono di giorno e fanno bagordi di notte.
Dopo una breve perlustrazione nei campi intorno, con la speranza di rinvenire la refurtiva abbandonata, ho capito che nemmeno valeva la pena chiamare la Polizia della Valle, visto che l'ispettore si chiama La Volpe e il comandante Lo Tasso.  

Allora, cosa fare? Praticamente nulla, se non evitare di lasciare le scarpe fuori casa durante la notte.
La notte successiva vengo svegliata da strani rumori che provengono dall'esterno. Accendo la luce che illumina l'atrio, e guardo  attraverso i vetri della portafinestra, vedo, così, un piccolo volpacchiotto che scorrazza giocoso, annusando il pavimento e i vasi dei fiori.  Ora capisco chi è stato a rubare la mia scarpa! trattasi di ladruncolo di specie "volpe", anzi di due ladruncoli, poiché c'è un altro volpacchiotto che arriva di corsa, per unirsi al suo simile.
Se conoscessi il loro linguaggio, potrei trattare il riscatto della scarpa, magari offrendo in cambio del cibo.  "Cosa volete, piccole canaglie, per riportarmi la mia scarpa?  non crederete di cavarvela così...ma proprio ad un'amica degli animali dovevate rubare? "
Capisco che sarebbe come parlare con gli alieni e poi si sa, quando qualcuno ha la coscienza sporca fa orecchie da mercante; quindi mi rassegno a non rivedere più la mia scarpa, a meno che, qualcuno passando nei campi o nella boscaglia non la rinvenga abbandonata tra le sterpaglie. Il che significa avere una possibilità su 1.000 di poterla ritrovare.
E cosa farò della scarpa rimasta, inservibile, purtroppo, orfana della sua metà? Nulla, non potrò usarla, né buttarla, perché è davvero un peccato buttare una scarpa ancora buona per l'uso.
Dopo tre anni che abito in campagna, scopro che la volpe è una ladra di scarpe. Una ricerca sul web, mi ha confermato il comportamento molto diffuso, della volpe di rubare le scarpe
In Svizzera, una volpe  ha rubato 42 paia di scarpe spagliate!! E le sue simili, sparse in tutta Italia, hanno ben pensato di emularla. Quando si dice: "quella vecchia volpe!" o "furba come una volpe", ora si dovrà dire anche: "ladra come una volpe..."

...alla fine ci ha pensato Nonna Quercia:

La probabilità di 1 su 1000 di ritrovare la mia scarpa trafugata si è magicamente realizzata. Due giorni fa, ho rinvenuto la mia scarpa ai piedi della grande quercia secolare proprio dietro casa mia. E pensare che avevo perlustrato già la zona e non avevo notato nulla.
Probabile che i volpacchiotti, stufi del loro giocattolo, l'abbiano buttato fuori dalla tana a dimostrazione che anche gli animali selvatici si sono venduti al consumismo.La scarpa era in buone condizioni, ma con un laccio troncato. Sono profondamente convinta che il grande spirito di Nonna Quercia abbia deciso d'intercedere a mio favore, non sopportando alcun minimo sentore di ladreria e malaffare di certi nottambuli scavezzacollo nel suo regno. Meglio educarla questa gioventù bruciata, prima che diventi la brutta copia del genere umano. Nonna Quercia dall'alto dei suoi 250 anni veglia sull'intera vallata e gli animali di Verde quiete la rispettano. Tra la sua verde chioma trovano protezione, ristoro e un porto sicuro: dalla volpe allo scoiattolo, dallo scricciolo allo storno. Trai suoi rami dimorano animali e uccelli di varie specie e non sorprende affatto vederli, ogni tanto, come dei sogni che prendono forma. Quando posso, faccio visita a Nonna Quercia, mi metto all'ascolto del suo grande spirito, delle voci delle tante creature che si posano tra le sue fronde. Ci conosciamo da così tanti anni, da quando giovanissima venivo a trovare la mia cavallina che pascolava alla sua ombra.  Mi sembra di rivederla, ancora lì, nel verde del campo scosceso, tranquilla, timorosa, schiva e silenziosa. E basta poco per tornare indietro nel tempo, perché i miei luoghi della memoria sono tutti qui, in questo angolo di Paradiso familiare ancora incontaminato che chiede solo di essere preservato e protetto.



mercoledì 24 maggio 2017

Omaggio a Maggio

OMAGGIO A MAGGIO A VERDE QUIETE

Nel mese delle rose, è tutto un tripudio di colori ed effluvi di fiori. E' il mese dei doni della terra, arriva  sul carro trionfante carico di effetti speciali; dopo il freddo ed arido inverno il miracolo della tiepida e feconda stagione: nei campi rosseggiano i  papaveri e tra le foglie degli  alberi si nascondono le prime ritrose ciliege. Una spruzzata di fiori qua e là, e poi  le rosse fragole che appaiono all'improvviso, da un giorno all'altro, come se di notte qualcuno fosse arrivato di nascosto per lasciarle in dono come gemme preziose . 




mercoledì 10 maggio 2017

Prime fragole a Verde quiete

 Oggi una bella sorpresa mi aspettava nel giardino di Verde quiete: tra le larghe foglie di una delle  piante di fragole si nascondevano come  gemme preziose, delle splendide e precoci fragole; come se non volessero farsi trovare Comunque sia, prima che arrivi Chioccilla (che ci mette un anno a raggiungere le belle bacche) sono arrivata io; con dispiacere ho colto i succulenti frutti che  sarebbero stati presto smangiucchiati dagli animali ghiottoni di Verde quiete. Frutti sani e biologici, coltivati senza utilizzo di alcun prodotto chimico e con il solo stallatico utilizzato come concime!


Le meraviglie di maggio non sono finite: ecco le rose che svettano in tutto il loro splendore con i petali d'oro cullati da un leggero rèfolo. 
 Maggio il mese delle rose, il mio mese preferito: un tripudio di colori ed effluvi odorosi sparsi nell'aria da una leggera brezza.
La natura festeggia l'arrivo della bella stagione e mi unisco volentieri ai festeggiamenti, discreti e silenziosi, nella quiete del giardino.

domenica 30 aprile 2017

Vita in campagna

E' tornata la bella stagione per incantarci con nuovi colori: l'erba giovane e tenera  spunta anche sulla zolla più arida, gli  alberi frondosi agitano  le giovani chiome al vento, i novelli  papaveri spuntano timidi sul bordo strada e le bianche acacie espandono un soave profumo nell'aria inondata di luce.Tutto vuole rinascere e ripartire, la natura è l'eterna metafora del nostro vivere: dopo il freddo arriva il caldo, dopo la tempesta arriva il sereno, tutto muta e si muove, nulla rimane mai uguale...L' energia cosmica fluttua e si rimescola: scorre  in ogni filo d'erba, in ogni cinguettio, in ogni anfratto e la vedo giocare  nel giardino dove le rose iniziano a rosseggiare e i piccoli acerbi frutti spuntano tra le foglie degli alberi, mentre un leggero venticello increspa l'erba folta .
Ed è in questo mare d'erba  che si nascondono dei tesori: radicchiello, tarassaco, plantago, la borragine... si chiamano "erbe trovate" e le voglio conoscere meglio, così prendo il mio manualetto illustrato e cerco di identificarle. Il più facile da riconoscere è il tarassaco, perché ha le foglie dentellate simili alla cicoria. Poi scopro la borragine, le sue foglie sono molto ruvide e ricoperte di peluria, non mi sembrano un granché commestibili, mentre i fiori violetti, graziosissimi e delicati, sono utilizzati per molte ricette gustose. Trovo poi, anche altre erbe selvatiche che non riesco a identificare, quindi non le coglierò nè mangerò, almeno fino a quando non avrò imparato a riconoscerle meglio. Purtroppo alcune di loro sono molto simili e non sempre commestibili. Un esempio tra tutti il radicchiello (crepis vesicaria)  è commestibile, mentre il radicchiello "crepis lacera" è velenoso. Nel dubbio,  non andate a cogliere erbe selvatiche se non siete abbastanza esperti, proprio come per i funghi. Anche quest'oggi la campagna mi ha insegnato cose nuove e interessanti.
In questo canale didattico  se ne può sapere di più: https://www.youtube.com/watch?v=wSQdWmhej0U&list=PLs7-yXbgY_q1wvndSNBU61zwrL0TEc0LG&index=16

 meravigliosi papaveri nel campo di grano ancora verde
 primi boccioli di rosa nel mio roseto

 borragine e cicorino
il cicorino è buonissimo cotto, i fiori di borragine si utilizzano nell'insalata.

 con questo cestino mangio una settimana!
e sotto casa: Papaveri!!!in attesa del grano

martedì 25 aprile 2017

Sigfrid Topino

Sigfrid di Verde quiete 

Ha una piccola casetta ricavata nel tronco cavo di un albero
e un lettino fatto con il guscio di una nocciola
ma la cosa più bella è che dorme coperto da un pezzetto di cielo stellato
e il suo sonno è così tranquillo da fare invidia...
Si chiama Sigfrid ma non so dire perché, è il primo nome che mi è venuto in mente
giusto giusto  per un topino di campagna che si dà un po' di arie.
Fortuna  che il gatto Mammone non è nei paraggi e non potrà mai  infilare nemmeno un unghia
nella sua piccola tana.
Sigfrid come ogni topino che si rispetti viveva nascosto, poi un bel giorno ha deciso di venire allo scoperto, perchè voleva  mostrarci la sua coperta stellata...
E se un qualsiasi Sigfrid si mette in mente di venire al mondo, 
 beh, non c'è scusa che tenga, diventa un'ossessione, finchè non lo metti a dormire nella sua stanzetta disegnata su un foglio di carta.