lunedì 16 ottobre 2017

Nelle magiche sere autunnali...

Nelle magiche sere autunnali a "Verde quiete" si confezionano le lanterne di chicchi di sole che serviranno a rischiarare le buie notti invernali quando le nere tenebre scenderanno a chiudere il giorno. Accucciate stanno le colline, come ladre nascoste, nella fredda e umida notte autunnale; respirano, agitando le fronde degli alberi, mentre il tempo racconta un'altra storia.  Dolce e soave è ogni colore , finché non arriva l'uomo distruttore che ogni poesia strappa dal cuore. 
L'uomo che taglia un albero, estirpa una siepe, distrugge un campo, diserba una scarpata, distrugge un mondo che vive, che ci riguarda tutti. Si distruggono le case degli animali, si distrugge la vegetazione, arrivano ovunque morte e distruzione, alluvioni, e catastrofi naturali e con esse la scomparsa del mondo magico e incantato che la natura ci regala con i suoi colori e le sue stagioni.
Chi distrugge la bellezza della natura è un mostro, ed è l'uomo che la distrugge. Io voglio ancora sognare e immaginare i miei amici animali che vivono indisturbati in mondi incantati, nelle siepi, nelle tane, nei boschi, nella campagna, in cielo e terra ovunque non arrivi l'opera distruttrice dell'uomo. Non posso sognare un paradiso in terra, ma vorrei continuare a vedere cieli azzurri pieni di uccelli in volo, alberi a posto del deserto, fiori e frutti, e gli animali  magici che parlano al mio cuore.

lunedì 11 settembre 2017

I frutti d'autunno

Nocciolina di Verde quiete su albero di Cachi

Sta arrivando l'autunno a Verde quiete per stupirci con nuovi colori, Nocciolina è già ammaliata dai rossi cachi attaccati ai rami spogli della pianta

L' Autunno scioccamente detto la morte stagione, è in verità scoppiettante di frutti e colori che incendiano campi e valli.
La magia dell'autunno che muore nel triste e freddo inverno e chiude un altro anno della nostra vita, si svela nella campagna bagnata dalle piogge, nel risveglio delle piante e dei frutti inariditi dal torrido sole estivo. Che meraviglia il giardino che rifiorisce e respira nella quiete silenziosa della valle tra il viola delle bacche di mirto e il rosseggiare dei verdi melograni.  E poi nocciole, noci e mandorle, e i cachi che arrivano ad ottobre a rallegrare i campi insieme alle zucche di mille forme e colori, mentre gli alberi piangono lacrime di foglie che danzano leggere, lievi e impalpabili come i sogni. 



giovedì 24 agosto 2017

FISHING CRUELTY FREE

A Verde quiete tutto è possibile anche di vedere un pesce che pesca, normalmente solo scarpe ed altro ciarpame buttato dall'essere umano. Ripulire laghetti e stagni è compito di Tinka il pesce rosso che si è  umanizzato, convertendo le attività umane più crudeli in pratiche ecologiche e pacifiche.Ogni tanto farebbe bene a tutti gli umani immaginarsi nei panni di un pesce che certo non vuole essere catturato con un amo nella bocca...

martedì 1 agosto 2017

Tulì è partita


Sono diversi giorni che la mia amica volpe non viene più a fare scherzi e a rubare scarpe; è sparita, proprio come il piccolo Principe. Avevo  notato un suo  cambiamento nei giorni precedenti la partenza. Girava alla larga, diffidente e guardinga, come un bimbo che ha preso una sgridata.  E non c'era stato verso di blandirla, con pezzi di pane e parole amichevoli. Eppure fino al giorno prima, si avvicinava temeraria per fare scherzi e l'avevo rimproverata per avermi rubato una ciabatta. La sua partenza  l'ho presa un po' male, lo confesso, quella piccola volpe temeraria e ribelle  mi era assai simpatica, e mi stava insegnando grandi cose; soprattutto che  un animale libero e fiero non si piega a compromessi, non si fa comprare.  Chissà, forse Tulì avrebbe voluto rimanere a spassarsela, ma la vita la richiamava alla macchia. Prima di partire, si è staccata dai suoi fratelli come se avesse detto: devo fare un'ultima cosa. In verità voleva salutarmi. L'ho vista con la coda dell'occhio, era mattina, orario insolito per una cacciatrice notturna come lei; mi spiava a distanza di sicurezza, nascosta dietro l'angolo della vecchia casa; non appena si accorse di esser stata vista, scappò fulminea, girando l'angolo, sparendo per sempre verso la boscaglia. Buona fortuna Tulì, piccola volpe ribelle e fuori dagli schemi; il giardino è  vuoto e malinconico in questa notte trapunta di stelle. A volte, nelle calde sere estive, allietate dal canto dei grilli, mi sembra di udire il tramestio di un passo felpato di  piccola ladra notturna  a caccia di scarpe, ma è solo  un alito di vento che rinfresca le fronde, mentre immagino Tulì nel suo mondo incantato, nascosta chissà dove.

sabato 15 luglio 2017

Tulì la piccola volpe burlona


Tulì la piccola volpe ladruncola 
Incontro molto ravvicinato con un cucciolo temerario

Dopo lo scoiattolo, le farfalle, la lepre, il barbagianni, la civetta e tanti altri, ecco un giorno fare ingresso nella mia vita un animale che non avevo mai avuto il piacere di vedere prima da vicino: la volpe. Questo animale furbo e purtroppo malvisto nelle campagne, altro non poteva fare, per farsi notare, che rubarmi una scarpa. Si può ben immaginare che non sia per nulla piacevole ritrovarsi una scarpa destra priva della sinistra Comunque, dopo aver inveito verso la fitta boscaglia dove immaginavo il ladruncolo con la refurtiva,  nulla potendo per ritrovare la mia scarpa, se non invocare le divine Parche che abitano nei tronchi degli alberi, metto in conto con rammarico di dover ricomprare le scarpe. Ma dopo qualche giorno la scarpa viene rinvenuta abbandonata ai piedi di Nonna Quercia. Che fortuna! Così, mi riappacifico con le volpi e ne tesso le lodi: animali dall'animo nobile, mica come certi ladruncoli umani che non restituiscono la refurtiva. 
Sembrava che la storia fosse finita lì, d'altra parte, bastava non lasciare più le scarpe fuori dalla porta, almeno di notte. Ma non avevo calcolato la furbizia temeraria della volpe. Un giorno torno a casa alle 21 circa, come sempre mi tolgo le scarpe e faccio il cambio con le ciabatte, poi mi ricordo di dover innaffiare le piante in giardino e prendo le polacchine di gomma, dunque lascio un attimo le ciabatte nel patio per riprenderle più tardi. Calzo le polacchine, giro l'angolo e inizio il mio lavoro; dopo un po' sento un fruscio provenire da un cespuglio proprio dietro di me. Continuo il mio lavoro noncurante, poi torno nel patio e faccio per rimettermi le ciabatte, ma ahimé..ne manca una! Il ladruncolo con la coda ha colpito ancora, in pieno giorno e in mia presenza; ormai non ha paura di niente. Eccolo lì, infatti, lo vedo, proprio davanti a me, mi guarda fisso, come a sfidarmi. Lo rimprovero severamente, penso che si sono superati i limiti della sfrontatezza. "Questi scherzi non mi piacciono per niente, dove hai messo la mia ciabatta?- gli dico con tono seccato. Ma il piccoletto non si scuote di un passo, anzi, smuove con un morsetto il tubo di gomma del giardino che ho lasciato a terra, come a sfidarmi.  Il tipetto burlone mi sta deridendo,  ed ha negli occhi la luce della vittoria. Mi metto a cercare in ogni angolo del giardino la mia ciabatta, ma non ne vedo traccia. L'indomani mi propongo di continuare, visto che è ormai sera. Nel frattempo, Tulì, questo è il nome che ho dato al ladruncolo, mi gira intorno, ma se provo ad avvicinarlo, scappa. Ad un certo punto lo vedo allontanarsi, oltrepassare la recinzione e sdraiarsi sull'erba; si mette a fissarmi. Faccio un ultimo tentativo diplomatico:"Ti diverti eh? domani mattina ti prego di riportarmi la mia ciabatta, per favore". Sinceramente, mi sembra del tutto inutile parlare con una volpe, eppure come nelle favole, qualcosa di eccezionale accade: la mattina dopo, aprendo la finestra che dà nel giardino, vedo qualcosa di strano ai piedi dei due alberi di ciliegio. E' la mia ciabatta! Esulto per il miracolo, e mi precipito fuori a recuperarla. E non sono contenta solo per la ciabatta ritrovata, ma per la speranza che le cose impossibili possano accadere, a volte, e questo può fare la differenza. Sono convinta che gli animali siano anime misteriose che ci vengono incontro, sul nostro cammino per farci capire qualcosa, sta a noi cogliere questi significati. E nel silenzio della natura possiamo tendere l'orecchio, cercando il loro muto linguaggio, scopriremo così che non siamo mai soli.  

Ed ecco un simpatico video dedicato alle mie amiche 




martedì 4 luglio 2017

Il giardino naturale

Come curare il vostro orto e  giardino senza ricorrere a trattamenti chimici....

I girasoli sono sempre uno spettacolo molto suggestivo. Come si può non rimanere incantati da questi quadri naturali. D'altra parte, "tutta l'arte è solo imitazione della natura", come ebbe a dire Seneca.Grazie agli agricoltori, che ancora coltivano e curano la terra, possiamo godere di queste meraviglie. Modestamente, ho iniziato a dedicarmi a qualche coltivazione, sperimentando soprattutto nel mio giardino. Si tratta di attività che richiedono tempo e fatica, ma se si fanno con passione, sanno darci molte soddisfazioni. Così pian piano ci si può costruire il proprio angolo di Paradiso, lontano dai degradati centri urbani.
Per avere piante rigogliose bisogna avere molta pazienza. S'impara ad aspettare perché qui la vita ha un altro ritmo; vedere cambiare il giardino, man mano che le piante sviluppano in altezza e larghezza è una grande emozione. In luogo di un vecchio ricovero per animali da corte, ho ricavato un piccolo cottage dotato di pannelli solari, semplice ma fornito di tutto il necessario. Ideale per una nuova vita "green" senza sprechi. Fatta la casa ho dovuto risolvere gli spazi esterni, iniziando a progettare il giardino, dove da anni regnavano incontrastate solo erbacce.
Ho iniziato piantando qualche albero da frutto: un albicocco, quattro ciliegi, un prugno, un melo, alcune piante di melograno, un nocciolo, tre alberi di fichi, un mandorlo, un corbezzolo, un arancio, il limone già c'era. Ho poi, piantato degli alberi ornamentali lungo la recinzione due lauri piccoletti, diversi oleandri, le fotinie, due pini pinea, un lauro ceraso, gelsomini rampicanti, biancospini e quercette, un leccio, lavanda a volontà, lantana, rose, agapantus, iperico e poi una sfilza di aromatiche.

Così pian piano il giardino ha iniziato a prender forma ed ogni pianta, fiore e frutto regala attimi di stupore. 

naturalmente non potevano  mancare il casottino in legno da giardino e l'amaca fantozziana

Tutte le mie piante sono curate esclusivamente con macerato d'aglio, quando sono attaccate dai parassiti, e concimate con stallatico acquistato in sacchi da 45 litri.
A Nonna Quercia sono bastati trecento anni di vita per diventare il gigante  verde della valle. Gli alberi sono apparentemente immobili ma vivono e parlano un linguaggio conosciuto solo agli animali, ai fiori e alle piante, mentre la loro energia si espande nell'aria. Basta mettersi sotto la loro frondosa chioma per sentirsi un granello di polvere nell'universo. Le acacie africane riescono a comunicare alle loro simili, fino ad una distanza di 100 metri, l'arrivo di un animale ghiotto delle loro foglie. Cosicché per difendersi possano produrre l'etilene che le renderà immangiabili . Abbiamo dimenticato che il mondo della natura è governato da leggi matematiche, ma anche da fenomeni che sembrano del tutto casuali. 



sabato 1 luglio 2017

Ladruncoli con la coda

Qualche giorno fa ho subito un furto  piuttosto insolito: una scarpa sinistra da "walking", anatomica e con suola interna in foam, marca "Lotto", lasciata con la sua destra sotto una sedia, nel patio esterno della casa.
Escludendo un ladro umano, che certo non si sarebbe accontentato di una semplice scarpa, e per di più spagliata, ho subito sospettato un furto perpetrato nella notte da un animale selvatico. "Hei! animal, per favore riportami la mia scarpa..." - ho gridato in direzione della boscaglia. Sì, ma quale animale? un tasso, una faina, un'istrice, un cane, finanche un capriolo...tra valli, boschi e radure ce ne sono tanti, nascosti nelle tane; dormono di giorno e fanno bagordi di notte.
Dopo una breve perlustrazione nei campi intorno, con la speranza di rinvenire la refurtiva abbandonata, ho capito che nemmeno valeva la pena chiamare la Polizia della Valle, visto che l'ispettore si chiama La Volpe e il comandante Lo Tasso.  

Allora, cosa fare? Praticamente nulla, se non evitare di lasciare le scarpe fuori casa durante la notte.
La notte successiva vengo svegliata da strani rumori che provengono dall'esterno. Accendo la luce che illumina l'atrio, e guardo  attraverso i vetri della portafinestra, vedo, così, un piccolo volpacchiotto che scorrazza giocoso, annusando il pavimento e i vasi dei fiori.  Ora capisco chi è stato a rubare la mia scarpa! trattasi di ladruncolo di specie "volpe", anzi di due ladruncoli, poiché c'è un altro volpacchiotto che arriva di corsa, per unirsi al suo simile.
Se conoscessi il loro linguaggio, potrei trattare il riscatto della scarpa, magari offrendo in cambio del cibo.  "Cosa volete, piccole canaglie, per riportarmi la mia scarpa?  non crederete di cavarvela così...ma proprio ad un'amica degli animali dovevate rubare? "
Capisco che sarebbe come parlare con gli alieni e poi si sa, quando qualcuno ha la coscienza sporca fa orecchie da mercante; quindi mi rassegno a non rivedere più la mia scarpa, a meno che, qualcuno passando nei campi o nella boscaglia non la rinvenga abbandonata tra le sterpaglie. Il che significa avere una possibilità su 1.000 di poterla ritrovare.
E cosa farò della scarpa rimasta, inservibile, purtroppo, orfana della sua metà? Nulla, non potrò usarla, né buttarla, perché è davvero un peccato buttare una scarpa ancora buona per l'uso.
Dopo tre anni che abito in campagna, scopro che la volpe è una ladra di scarpe. Una ricerca sul web, mi ha confermato il comportamento molto diffuso, della volpe di rubare le scarpe
In Svizzera, una volpe  ha rubato 42 paia di scarpe spagliate!! E le sue simili, sparse in tutta Italia, hanno ben pensato di emularla. Quando si dice: "quella vecchia volpe!" o "furba come una volpe", ora si dovrà dire anche: "ladra come una volpe..."

...alla fine ci ha pensato Nonna Quercia:

La probabilità di 1 su 1000 di ritrovare la mia scarpa trafugata si è magicamente realizzata. Due giorni fa, ho rinvenuto la mia scarpa ai piedi della grande quercia secolare proprio dietro casa mia. E pensare che avevo perlustrato già la zona e non avevo notato nulla.
Probabile che i volpacchiotti, stufi del loro giocattolo, l'abbiano buttato fuori dalla tana a dimostrazione che anche gli animali selvatici si sono venduti al consumismo.La scarpa era in buone condizioni, ma con un laccio troncato. Sono profondamente convinta che il grande spirito di Nonna Quercia abbia deciso d'intercedere a mio favore, non sopportando alcun minimo sentore di ladreria e malaffare di certi nottambuli scavezzacollo nel suo regno. Meglio educarla questa gioventù bruciata, prima che diventi la brutta copia del genere umano. Nonna Quercia dall'alto dei suoi 250 anni veglia sull'intera vallata e gli animali di Verde quiete la rispettano. Tra la sua verde chioma trovano protezione, ristoro e un porto sicuro: dalla volpe allo scoiattolo, dallo scricciolo allo storno. Trai suoi rami dimorano animali e uccelli di varie specie e non sorprende affatto vederli, ogni tanto, come dei sogni che prendono forma. Quando posso, faccio visita a Nonna Quercia, mi metto all'ascolto del suo grande spirito, delle voci delle tante creature che si posano tra le sue fronde. Ci conosciamo da così tanti anni, da quando giovanissima venivo a trovare la mia cavallina che pascolava alla sua ombra.  Mi sembra di rivederla, ancora lì, nel verde del campo scosceso, tranquilla, timorosa, schiva e silenziosa. E basta poco per tornare indietro nel tempo, perché i miei luoghi della memoria sono tutti qui, in questo angolo di Paradiso familiare ancora incontaminato che chiede solo di essere preservato e protetto.