lunedì 14 dicembre 2015

tecnica digitale- studio per una mia storia illustrata-
questa tavola rappresenta il risultato di alcune richieste "forzate" che può fare l'editore quando ha l'esigenza di conformare un vostro stile alla sua idea di illustrazione. Per questo non mi  reppresenta e la considero una prova un po' fredda e piatta su cui rimettere le mani. Naturalmente un editore dovrebbe scegliere un illustratore per il suo stile personale e non per piegarlo alle sue personali idee e ai suoi gusti spesso condizionati dal mercato omologato e commercialmente banale.
Non sempre gli editori hanno una formazione artistica e pensano che ai bambini piacciano solo i cartoon. Dovrebbero affidarsi un po' di più agli illustratori e al loro stile personale.
Povera la mia principessa, aspetta aspetta.... che ti faccio un po' di chiari e scuri per renderti più umanamente artistica e non fredda e piatta come una statua di cera.

venerdì 11 dicembre 2015

Il giusto contratto per l'illustratore


QUAL E' IL GIUSTO CONTRATTO PER UN ILLUSTRATORE?

L'illustratore questa figura arcaica e un po' romantica fagocitata dall'era tecnologica e digitale a cui molti ancora guardano come ad un artista sognatore che con la sua valigetta di legno piena di tubetti e pennelli si appresta a ritrarre la farfalla in volo, il fiore che svetta in mezzo ai campi e gli animali che popolano Eden scomparsi. Le pagine di un libro illustrato, quale ebbrezza ci regalano quando le sfogliamo nelle librerie. Bel lavoro quello dell'illustratore diranno quei curiosi lettori, ignorando le sofferenze, le difficoltà, la precarietà di questi ingenui e disicantati artisti che hanno voluto fare della loro arte un lavoro (o almeno ci provano) 
Ma sotto ogni patina dorata c'è tanto sudore, fango e polvere da ingoiare. Mi sento di dare qualche consiglio dall'alto dei miei anni ripensandomi giovane apprendista con l'entusiasmo, la cocciutaggine e l'incoscienza dei vent'anni, un dì che fu.  Intanto, vorrei dire a tutti i giovani studenti che si sono iscritti alle scuole d'illustrazione nell'ottica di svolgere questo lavoro per "camparci" di restare con i piedi per terra e far bene i propri conti. Siete benestanti? Avete beni di famiglia redditizi? Avete il cosiddetto paracadute familiare?  Beh di questi tempi non è da tutti essere così fortunati  a meno che non siate nati in quelle famiglie di superpaperoni  in cui mi sembra ci si dedichi più a studi di economia e management che d'illustrazione. E prendili per scemi quei rampolli! Per chi invece, appartiene al  ceto medio e sente dentro di sé il sacro fuoco dell'arte, senza disporre di risorse parafulmine, non resta che mettere in atto tutte le strategie per non farsi bruciare. In tal caso non resta che accorciarsi le maniche e tirare fuori le unghie: quando bussano alla vostra porta certi editori in cerca di "galline da tirare per il collo", piazzategli subito una bella richiesta di contratto scritto sul modello approvato dall'associazione illustratori e European Illustrators Forum che potrete scaricare qui http://www.illustranna.com/pdf/contrattoBase.pdf e tenete sempre a mente il codice deontologico messo a punto dall'associazione Italiana Illustratori http://www.autoridimmagini.it/associazione/codice-deontologico/ 
Pochi giusti consigli per ottenere che i vostri diritti siano riconosciuti e per tenere alla larga editori che non meritano né il vostro lavoro né il vostro prezioso tempo. Ne guadagnerete in autostima e in dignità, valori che non si devono piegare a nessun compromesso svilente e mortificante.
Tenete bene a mente i seguenti punti del codice deontologico degli illustratori approvato dall'associazione Autori d'Immagine di Milano per i suoi soci ma che dovrebbe essere adottato come codice di comportamento da tutti gli illustratori: 
 7.2 Sfruttamento professionale
Gli associati dovrebbero contribuire a scoraggiare ogni prassi di sfruttamento professionale, rifiutandosi di eseguire prove gratuite1 e di accettare lavori che non diano una garanzia di remunerazione.