mercoledì 4 settembre 2013


In tinta....a Villa Ciani (Lugano)

Vacanza a Lugano per l'estate 2013, nella Svizzera che più italiana di così si muore, non solo per la lingua italiana, ma anche per quello che caratterizza oggi l'Italia: fracasso nei locali, concerti a tutta musica nella piazza del centro e sul lungo lago, insomma, dalla padella alla brace, per chi fugge come me, da casinopoli (San Benedetto del Tronto) 
Altro che Svizzera, qui è tutto super italiano, a parte la moneta ( il franco svizzero)  la pulizia impeccabile delle strade, il decoro urbano, la natura rigogliosa, fiori e giardini curatissimi e paesaggi ben conservati (a parte gli osceni palazzi stile Montecarlo ai piedi dei monti  che si specchiano nel lago)
Vabbè, per immergersi nell'autentico mito svizzero bisogna andare nella Svizzera tedesca. D'altra parte si sa, i tedeschi son tedeschi.
Lugano è molto mediterranea anche per il clima mite e l'estate torrida! Se non fosse per la grande fuga dall'incubo allucinante delle miserie estive nostrane, (dalle Notti bianche alla sagra del pesce spada) il periodo migliore per una rigenerante vacanza sarebbe quello della bassa stagione: primavera, autunno, primi mesi dell'estate (giugno), non solo per i costi degli hotel e per il minore affollamento di fauna umana, ma anche per il clima. Camminare per chilometri con lo zaino in spalla, con 40 gradi, non è proprio il massimo! Prendere i treni con l'aria condizionata rotta o malfunzionante, nemmeno!

  bella veduta di Lugano dalla funicolare per il monte Brè

Con il franco svizzero, l'euro piange. In Svizzera tutto è molto caro,  meglio lasciar perdere acquisti extra, al di fuori del cibo, essenziale per la sopravvivenza. D'altra parte che la Svizzera sia la mèta dei nababbi si sapeva, anche trovare un hotel decoroso ad un prezzo medio è una impresa da colpo di fortuna. Ma se ci si sa destreggiare bene nei portali web, tipo tripadvisor, o booking, si riesce a trovare qualcosa di buono, alla portata del turista medio.
Una cosa è certa, in Svizzera non incontrerete mai comitive di studenti o giovani con il sacco a pelo, nè il turista nazional popolare che affolla le località della costa adriatica. Se non fate parte della categoria uomini d'affari, ma siete in viaggio di piacere e conoscenza, imparerete nell'arco di poche ore ad essere il miglior ragioniere di voi stessi. Almeno per arrivare a fine viaggio, con il massimo risparmio. E se il ragioniere che è in voi vi ordinerà di   saltare una cena, pazienza, ne guadagnerà la linea.
Quando ci si reca in Svizzera, è  facile essere oggetto di controlli imprevisti sui treni da parte della polizia italiana, che senza tanti complimenti, vi chiederà di aprire la borsa.  Scoprirete così di avere una insospettabile faccia da esportatore di valuta o chissà che altro. La polizia fa controlli a macchia di leopardo; potreste essere l'unica prescelta di un intero vagone a dover aprire la borsa. Così, per il resto del viaggio rimarrete a rimuginare sul perchè siete stata l'unica controllata; domande destinate a rimanere senza risposta. Ma se uno vuole portarsi in Italia della valuta  è così cretino da metterla nella borsa, anzichè nella valigia o nella bambola della figlia o nello zaino della nonna o in qualche tasca dei pantaloni? Ho l'impresione che certi controlli alla sergente Ryan vengano fatti più per scena che altro.

quartiere Maghetti (Lugano)
tomba di Herman Hesse (Montagnola - Gentilino)

Sulle colline che circondano Lugano, ci sono incantevoli paesini immersi tra i boschi di castagni,  tra questi, Montagnola deve la sua fama per essere stato il luogo prescelto da Hermann Hesse, il grande scrittore tedesco, che giunse qui  in cerca della necessaria tranquillità per vivere, meditare , scrivere e disegnare.
Un museo è sorto a Montagnola nella torre Camussi, adiacente la casa in cui Herman Hesse visse alcuni anni prima di trasferirsi nella Casa Rossa. Il paese è caratterizzato da una quiete incantevole dove il tempo sembra sospeso; un piccolo eden immerso nella natura, dentro il quale la presenza dello scrittore è tangibile in ogni angolo, lungo l'itinerario che si snoda tra stradine di campagna, dolci declivi e scorci incantati, fino alla frazione di Gentilino caratterizzata dall'abbazia di Sant'Abbondio e dal piccolo cimitero dove riposano Hermann Hesse  e sua moglie Ninon.
La tomba spoglia, disadorna non rende giustizia alla memoria di un intellettuale che da sempre incarna il mito di intere generazioni, colui che ha sapientemente descritto nelle sue opere ( Siddharta, Il lupo della steppa, Demian,.....) l'eterno conflitto dell'uomo moderno in cerca della sua identità, diviso tra spirito e materia.

macchina da scrivere di Hermann Hesse
 museo Hermann Hesse Montagnola (Lugano)

Gentilino - Abbazia di Sant'Abbondio

veduta del lago di Lugano dal Monte S.Salvatore




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